"Disposizioni in materia di tutela della vita privata nel settore delle
 telecomunicazioni, in attuazione della direttiva 97/66/Ce del Parlamento
 europeo e del Consiglio, e in tema di attivita' giornalistica"

 CAPO I
 Telecomunicazioni

 ARTICOLO 1
 Definizioni

1. Ai fini del presente capo, si applicano le definizioni elencate
nell'articolo 1 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, di seguito denominata
legge. Ai medesimi fini, si intende per:

a) "abbonato": qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o
associazione che sia parte di un contratto con un fornitore di servizi di
telecomunicazioni accessibili al pubblico, per la fornitura dei medesimi
servizi;

b) "utente": la persona fisica che utilizza uno o piu' servizi di
telecomunicazioni accessibili al pubblico, indipendentemente dall'eventuale
qualita' di abbonato;

c) "rete pubblica di telecomunicazioni": un sistema di trasmissione e, se
del caso, le apparecchiature di commutazione o le altre risorse che
permettono la trasmissione di segnali tra punti terminali di rete definiti,
con mezzi a filo, radio, ottici o altri mezzi elettromagnetici utilizzati,
in tutto o in parte, per fornire servizi di telecomunicazioni accessibili
il pubblico:

d) "servizio di telecomunicazioni": un servizio la cui fornitura consiste,
in tutto o in parte, nella trasmissione e nell'instradamento di segnali su
reti di telecomunicazioni, ivi compreso qualunque servizio interattivo
anche se relativo a prodotti audiovisivi, esclusa la diffusione circolare
dei programmi radiofonici e televisivi.

 ARTICOLO 2
 Sicurezza

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico
adotta le misure tecniche e organizzative di cui all'articolo 15, comma 1,
della legge per salvaguardare la sicurezza del servizio e dei dati
personali.

2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche
l'adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore del servizio le
adotta congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di
telecomunicazioni. In caso di mancato accordo, su richiesta di uno dei
fornitori, la controversia e' definita dall'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni ai sensi dell'articolo 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, sentito il Garante.

3. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico
ha l'obbligo di informare gli abbonati quando sussiste un particolare
rischio di violazione della sicurezza della rete, indicando i possibili
rimedi e i relativi costi. Analoga informativa e' resa all'Autorita' per le
garanzie nelle comunicazioni e al Garante.

 ARTICOLO 3
 Riservatezza nelle comunicazioni

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico
informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti, circa la sussistenza di
situazioni che permettono di apprendere in modo non intenzionale il
contenuto di comunicazioni o conversazioni da parte di soggetti a esse
estranei.

2. L'abbonato deve informare l'utente quando il contenuto delle
comunicazioni o conversazioni puo' essere appreso da altri a causa del tipo
di apparecchiature terminali utilizzate o del collegamento realizzato tra
le stesse presso la sede dell'abbonato medesimo.

3. L'utente deve informare l'altro utente quando nel corso della
conversazione vengono utilizzati dispositivi che consentono 1' ascolto
della conversazione stessa da parte di altri soggetti.

 ARTICOLO 4
 Dati relativi al traffico e alla fatturazione del servizio

1. I dati personali relativi al traffico trattati per inoltrare chiamate e
memorizzati dal fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile
al pubblico o dal fornitore della rete pubblica di telecomunicazioni, sono
cancellati o resi anonimi al termine della chiamata, fatte salve le
disposizioni dei commi 2 e 3.

2. Il trattamento finalizzato alla fatturazione per 1'abbonato ovvero ai
pagamenti tra fornitori di reti in caso di interconnessione, e' consentito
sino alla fine del periodo durante il quale puo' essere legalmente
contestata la fattura o preteso il pagamento. Per le medesime finalita',
possono essere sottoposti a trattamento i dati concernenti:

a) il numero o l'identificazione della stazione dell'abbonato;

b) l'indirizzo dell'abbonato e il tipo di stazione;

c) il numero dell'abbonato chiamato;

d) il numero totale degli scatti da considerare nel periodo di
fatturazione;

e) il tipo, l'ora di inizio e la durata delle chiamate effettuate e il
volume dei dati trasmessi;

f) la data della chiamata o dell'utilizzazione del servizio;

g) altre informazioni concernenti i pagamenti.

3. Ai fini della commercializzazione di servizi di telecomunicazioni,
propri o altrui, il fornitore di un servizio di telecomunicazioni
accessibile al pubblico puo' trattare i dati di cui al comma 2 se l'abbonato
ha dato il proprio consenso.

4. Il trattamento dei dati relativi al traffico e alla fatturazione e'
consentito unicamente agli incaricati che agiscono sotto la diretta
autorita' del fornitore del servizio di telecomunicazioni accessibile al
pubblico o, a seconda dei casi, del fornitore della rete pubblica di
telecomunicazioni, e che si occupano della fatturazione o della gestione
del traffico, di analisi per conto dei clienti, dell'accertamento di frodi
o della commercializzazione dei servizi di telecomunicazione del fornitore.
Il trattamento deve essere limitato a quanto e' strettamente necessario per
lo svolgimento di tali attivita', e deve assicurare l'identificazione
dell'incaricato che accede ai dati anche mediante un'operazione di
interrogazione automatizzata.

5. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni puo' ottenere i dati
relativi alla fatturazione o al traffico necessari ai fini della
risoluzione delle controversie ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 19 settembre 1997, n. 318, in particolare di quelle attinenti
all'interconnessione o alla fatturazione.

 ARTICOLO 5
 Modalita' di pagamento e fatturazione dettagliata

1. 1 fornitori di servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico
consentono che i servizi richiesti e le chiamate effettuate da qualsiasi
terminale possano essere pagate con modalita' alternative alla fatturazione,
anche anonime, quali le carte di pagamento o prepagate.

2. Nella documentazione relativa alle chiamate effettuate inviate agli
abbonati non vengono evidenziati i servizi e le chiamate di cui al comma 1.

3. Gli abbonati hanno diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e senza
alcun aggravio di spesa, la dimostrazione degli elementi che compongono la
fattura relativi, in particolare, alla data e all'ora di inizio della
conversazione, al numero selezionato, al tipo, alla localita', alla durata,
al numero di scatti addebitati per ciascuna conversazione. In ogni caso
nella documentazione fornita all'abbonato non sono evidenziate le ultime
tre cifre del numero chiamato.

 ARTICOLO 6
 Identificazione della linea

1. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea
chiamante, l'utente chiamante deve avere la possibilita' di eliminare,
gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione della
identificazione della linea chiamante, chiamata per chiamata. L'abbonato
chiamante deve avere la stessa possibilita' linea per linea.

2. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea
chiamante, l'abbonato chiamato deve avere la possibilita', gratuitamente e
mediante una funzione semplice, di impedire la presentazione
dell'identificazione delle chiamate entranti.

3. Se e' disponibile la presentazione della linea chiamante e tale
identificazione e' presentata prima che la comunicazione sia stabilita,
l'abbonato chiamato deve avere la possibilita', gratuitamente e mediante una
funzione semplice, di respingere le chiamate entranti, se la presentazione
dell'identificazione della linea chiamante e' stata eliminata dall'utente o
abbonato chiamante.

4. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea
collegata, l'abbonato chiamato deve avere la possibilita' di eliminare,
gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione
dell'identificazione della linea collegata all'utente chiamante.

5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle chiamate dirette
verso altri Paesi; quelle di cui ai commi 2, 3 e 4 si applicano anche alle
chiamate in arrivo da altri Paesi.

6. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea
chiamante o di quella collegata, il fornitore di una rete di
telecomunicazioni pubblica o di un servizio di telecomunicazioni
accessibili al pubblico deve informare gli abbonati e gli utenti
dell'esistenza di tale servizio.

 ARTICOLO 7
 Chiamate di disturbo

1. L'abbonato che riceve chiamate di disturbo puo' richiedere, a proprie
spese e anche telefonicamente in caso di urgenza, che il fornitore del
servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico renda inefficace la
soppressione dell'identificazione della linea chiamante e conservi i dati
relativi alla provenienza della chiamata ricevuta. L'inefficacia della
soppressione puo' essere disposta nei soli orari durante i quali si
verificano le chiamate di disturbo e per un periodo non superiore a
quindici giorni.

2. L'istanza formulata per iscritto dall'abbonato deve specificare le
modalita' di ricezione delle chiamate di disturbo e, nel caso in cui sia
preceduta da una richiesta telefonica, deve essere inviata entro
ventiquattro ore.

 ARTICOLO 8
 Trasferimento automatico della chiamata

1. Il fornitore di un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico
deve adottare le misure necessarie per consentire a ciascun abbonato,
gratuitamente e mediante una funzione semplice, di poter bloccare il
trasferimento automatico verso la propria linea delle chiamate da parte dei
terzi.

 ARTICOLO 9
 Elenco degli abbonati

1. I dati personali relativi agli abbonati contenuti in elenchi cartacei o
su supporti magnetici od ottici a disposizione del pubblico od ottenibili
attraverso i servizi che forniscono informazioni sugli elenchi sono
limitati agli elementi necessari per identificare un determinato abbonato,
salvo il caso in cui l'abbonato abbia prestato il proprio consenso espresso
alla diffusione di ulteriori dati personali. L'abbonato ha diritto,
gratuitamente e con richiesta documentata per iscritto, di non essere
incluso negli elenchi, di ottenere che il suo indirizzo sia in parte omesso
e, se cio' e' fattibile dal punto di vista linguistico, di non essere
contraddistinto da un riferimento che ne riveli il sesso.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano agli elenchi cartacei
o su altri supporti pubblicati prima della entrata in vigore del presente
decreto legislativo.

 ARTICOLO l0
 Chiamate indesiderate

1. L'uso di un sistema automatizzato di chiamata senza intervento di un
operatore o del telefax per scopi di invio di materiale pubblicitario o di
vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di
comunicazione commerciale interattiva, e' consentito con il consenso
espresso dell'abbonato.

2. Le chiamate per le finalita' di cui al comma 1, effettuate con mezzi
diversi da quelli ivi indicati, sono consentite ai sensi degli articoli 11
e 12 della legge.

 ARTICOLO 11
 Sanzioni

1. Per la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 4, 9 e 10,
restano ferme le sanzioni di cui all'articolo 35 della legge.

 CAPO Il
 Disposizioni relative all'attivita' giornalistica

 ARTICOLO 12
 Attivita' giornalistica

1. Nell'articolo 12, comma 1, lettera e), della legge 31 dicembre 1996, n.
675, le parole ", nel rispetto del" sono sostituite dalle seguenti: ". In
tale caso, si applica il".

2. Nell'articolo 20, comma 1, lettera d), della legge 31 dicembre 1996, n
675, le parole: ", nei limiti del" sono sostituite dalle seguenti: ".
Restano fermi i limiti del", e le parole "e nel rispetto del" sono
sostituite dalle seguenti: ". Si applica inoltre il".

3. Il comma 1 dell'articolo 25 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e'
sostituito dal seguente:

"1. Le disposizioni relative al consenso dell'interessato e
all'autorizzazione del Garante, nonche' il limite previsto dall'articolo 24,
non si applicano quando il trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e
24 e' effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per
l'esclusivo perseguimento delle relative finalita'. Il giornalista rispetta
i limiti del diritto di cronaca, in particolare quello dell'essenzialita'
dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, ferma restando la
possibilta' di trattare i dati relativi a circostanze o fatti resi noti
direttamente dall'interessato o attraverso i suoi comportamenti in
pubblico.".

4. Il comma 2 dell'articolo 25 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e' cosi'
modificato:

a) alla fine del primo periodo, e' aggiunto, prima del punto, il seguente:
", in particolare per quanto riguarda quelli idonei a rivelare lo stato di
salute e la vita sessuale.";

b) nel secondo periodo, dopo le parole: "il Garante" sono inserite le
seguenti: "in cooperazione con il Consiglio,";

c) dopo il secondo periodo, e' inserito il seguente: "Il codice e' pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale a cura del Garante, e diviene efficace quindici
giorni dopo la sua pubblicazione.".

 CAPO III
 Disposizioni finali

 ARTICOLO 13
 Disposizioni finali

1. Per quanto non previsto dal presente decreto, si applica la legge 31
dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni e integrazioni.

2. L'attuazione delle disposizioni del presente decreto non puo' comportare
l'imposizione, per i terminali o altre apparecchiature di
telecomunicazione, di obblighi inderogabili relativi alle specifiche e alle
norme tecniche che possano ostacolarne l'immissione sul mercato e la libera
circolazione, salva la procedura comunitaria concernente la notifica delle
specifiche e norme tecniche.

 ARTICOLO 14
 Entrata in vigore

1. Le disposizioni del presente decreto legislativo entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica.